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PERCHÈ TIK TOK CREA DIPENDENZA?

Aggiornamento: 8 set 2020



 

Può essere la cosa più semplice del mondo come la più difficile.

Amata o odiata, Tik Tok inevitabilmente è il social sulla bocca di tutti.

Non parliamo di una novità ma del clamore che questa piattaforma suscita al solo nominarla portando con sé un senso di inadeguatezza se il discorso esce in presenza di qualcuno della “Z Generation” di “Millenials” o peggio con di “Boomer”



Questa piattaforma gira tutta intorno alla società e al modo in cui si rapporta fra una generazione e l’altra. Molti trovano questo aspetto svantaggioso se si vuole comunicare o inutile e frivolo data la scarsa attenzione dei giovani sugli argomenti ma la verità è che se ne conosci i meccanismi la troverai più utile di quello che non credi.

In molti blog e articoli online troverai tutta la storia di come è nata questa piattaforma, di conseguenza eviterò di fare un copia incolla di informazioni già ben fornite ma vorrei porre attenzione sul potenziale futuro di questa App per aziende e creator. Per ora a noi basta sapere che proviene metaforicamente dalle ceneri delle passate e iper scaricate applicazioni di Vine, Snapchat e Musical.ly .



La prima: piattaforma americana per contenuti video accattivanti, divertenti e brevissimi. Appena 6 secondi per ipnotizzare il pubblico una sorta di Youtube in miniatura. La seconda sempre americana è stata il precursore delle stories di Instagram. In Italia non ha avuto un grande successo, e infine la famosa App “karaoke” cinese in cui brani e suoni virali potevano essere reinterpretati in lip-sync da chiunque, chiusa definitivamente per diventare Tik Tok che oggi è l’ibrido perfetto fra queste ex realtà.



MA COS'HA DI SPECIALE

Tutto e niente. La sua fama è dovuta alla modalità con il quale funziona e con il quale riesce a dare visibilità praticamente a chiunque indistintamente. Che tu abbia 10 ,100 o 1M di follower, un singolo post può darti la stessa visibilità di Chiara Ferragni. Molti pensano che Tik Tok sia un social adatta solo ai giovanissimi ma negli ultimi mesi si sta rivelando una piattaforma di contenuti creativi adatti ad una fascia molto più ampia non solo di età ma anche di professioni. Basti pensare che la stessa piattaforma premia ed incentiva sempre di più creativi che portano contenuti culturali oltre che di informazione e ti basta scoprirne alcuni digitando sull’app gli hashtag #curiosity, #imparacontiktok, #cosechenonsai, #losapevi oppure dare un’occhiata ai profili di @uffizzigalleries per esempio, dedicato alle opere esposte nella Gallerie degli Uffizi.





Rimane ancora un’app prettamente ricca di #balletti, #lipsync e #challenge ma se ovviamente le milioni di visualizzazioni provengono da questi contenuti è comprensibile che al momento venga purtroppo ancora considerata una piattaforma sterile adatta solo ai ragazzini. Ma questo le aziende lo sanno e soprattutto stanno cominciando ad imparare a parlare la lingua della generazione Z, anche se a volte con palese impacciataggine.


PERCHÉ SI BALLA SU TIK TOK?

È come chiedere perché esistono i balli di gruppo…perché fa #community o semplicemente si copiano i passi per rifarli diversamente. I balletti o meglio le coreografie tik tok sono per antonomasia uno dei metodi più semplici per fare comunità e per essere emulati.

Un “balletto” può diventare virale e rimbalzare nei feed di chiunque fino a che anche l’ultimo utente non lo avrà riproposto, oppure può diventare una challenge, cioè una gara in cui i passi verranno ripetuti in tutte le salse possibili. Un esempio? Il balletto Pantene lanciato da Chiara Ferragni sul pezzo di Baby K: Non Mi Basta Più, proprio per pubblicizzare il noto marchio di prodotti per capelli. Molti brand usano delle “coreografie” create a tavolino per diventare virali…a mio parere non è questo il metodo giusto per tutti…





PERCHÉ SONO TUTTI SU TIK TOK?

Se segui i tuoi idoli su Instagram (e non parlo solo dei teen ma anche delle celebrità più "datate") avrai notato che ormai da mesi caricano storie con all'interno il logo di Tik Tok in filigrana. La maggior parte delle volte basta questo per attirarti sul nuovo social.

A questa piattaforma non interessa solo portarti sulla loro sponda ma, spesso è agli stessi creatori che fa comodo dato che si guadagna di più e più in fretta (come sta accadendo ormai da un bel po’ anche su Twitch rispetto a Youtube) Il numero di visualizzazioni e di notorietà che si può ottenere su Tik Tok è tre volte tanto quello dei vecchi social. Hai notato per esempio che le hits del momento passano ora prima su Tik Tok con balletti studiati a tavolino e poi sulle altre piattaforme come Spotify e Youtube?

Per caso senti ancora parlare di iTunes o simili?

Molti nuovi pezzi hanno avuto un successo mondiale proprio perché hanno sfruttato questa piattaforma che si basa in realtà sulla musica. Fedez e Baby K sono solo gli ultimi a sfruttare la possibilità rispetto ad una valanga di nuovi artisti che dal nulla hanno raggiunto numeri assurdi. Ti ricordi di “Bando” di Anna che ora ha firmato per la Sony? Il Bacio di Klimt di Emanuele Aloia o “Get You the Moon” di Kina, un ragazzo campano che dopo questo pezzo ha firmato un contratto discografico con la Columbia Records? Questa è la piattaforma in cui tutto è possibile…apparentemente.



È quindi più che ovvio che se chiedete oggi a un giovane cosa vorrebbe fare da grande, vi risponderà molto probabilmente: Il Content Creator o il Tik Tok manager o ancora tutto ciò che gira intorno alla consulenza creativa social. E sinceramente come dargli torto dato che il mondo ormai digitalizzato dà molte più possibilità che da impiegato.





Come vedi dal sondaggio che ho fatto sul mio Instagram, purtroppo c’è ancora un grosso divario fra “mondo digitale” e “mondo reale”. La generazione Z è ormai 1/3 della popolazione mondiale e nonostante siano più giovano, sono ovviamente più avvantaggiati nel capire le dinamiche che si svolgono online ma soprattutto sono più reattivi ai cambiamenti mentre ancora troppe persone non sanno che possono evolvere insieme al proprio lavoro.

Ma non ci sono solo giovani su Tik Tok anzi. Si sono reinventati su questo social anche grandi professionisti di settore come Massimiliano Dona di consumatori.it che ci aiuta a districarci fra fregature e false pubblicità, Giulio Antinucci che con le sue pillole social arricchisce il glossario di noi poveri ignoranti o la prof più simpatica del web: Rosa Giuffrè, che aiuta i nostri genitori e noi ad usare meglio e più eticamente i social. Hanno riacquisito popolarità anche VIP “datati” come Michelle Hunziker, Barbara D’Urso o chef Barbieri che dalla Tv sono passati a linguaggi più giovanili.





Per chi si dimostra già restio a priori o poco elastico, Tik Tok risulterà un incubo. Io stessa solo dopo un mese ho cominciato a capire cosa diavolo fosse #fyp #neiperte o come funzionassero i duetti le reaction e le challenge.



MA NON É COME INSTAGRAM?

Assolutamente no! Appena si apre l’app la sensazione di disorientamento è immediata. Non esiste il feed classico come siamo abituati a vederlo su Instagram o Facebook. Sei immediatamente catapultato all'interno di un video pescato a caso fra i milioni caricati ogni minuto. Non hai idea di chi tu abbia davanti e non sai ancora come muoverti all'interno di Tik Tok. Clicchi sull'icona Home cercando inevitabilmente di andare ad una qualche lista ma si carica solo un altro video, e se vai su SCOPRI il risultato non è migliore. È così carica di roba che non sai davvero cosa cliccare o cosa vuoi vedere.


FERMATI E RAGIONA

Hai notato che ti è bastato scaricare l’app ed aprirla per cominciare a vedere i contenuti? Sei costretto ad iscriverti solo nel momento in cui vuoi postare qualcosa e questo sempre perché alla piattaforma non interessa che tu necessariamente crei ma che generi traffico per altri video. Ti permette quindi anche solo di “sbirciare” senza imporsi nei tuoi confronti. Non so se questa cosa cambierà in futuro ma per ora si punta molto sulla libertà fittizia. Se cerchi un feed o una pagina generale da scrollare non la troverai immediatamente come appunto accade con altre piattaforme ma ti ritroverai già bombardato da video. Una cosa che dico sempre ai miei clienti quando vanno in panico da social è: GUARDA LE ICONE E RAGIONA

Le icone, i simboli e i testi,sono fondamentali per saperti muovere in qualsiasi labirinto. E come vedi dall'immagine, Tik Tok è piena di riferimenti visivi che possono mandare in confusione


  • 1-2 // Riferimenti al tuo feed personale e a quello proposto dalla piattaforma.

  • 3 // Avviso

  • 4-5-6-7 // Riferimenti ad interazioni col creator, il suo profilo, i like ricevuti, i messaggi al video e le altre opzioni

  • 8-9 // Nome del creator e info del video

  • 10 // Info del suono usato dal creator

  • 11-12 // Tuoi passaggi personali nella ricerca di nuovi creator

  • 13 // Crea il tuo video

  • 14 -15 // Il tuo gestionale di messaggistica e di impostazioni del profilo


Non starò qui ora ad elencarti tutto altrimenti dovrei fare un articolo a parte ma l’importante è sapere che in SCOPRI puoi trovare una pagina da scrollare con gli hashtag più in voga al momento. Prenditi tutto il tempo di leggere e capire cosa accade sul tuo schermo. Il tuo cervello comincerà a capire poco alla volta. Cliccando sul + potrai creare finalmente qualcosa di tuo e dare un contributo alla comunità di creativi. Magari non iniziare con i balletti…non è il caso, a meno che il tuo target non li gradisca e tu abbia un senso del ritmo da fare invidia.


Conoscere gli hashtag più virali o più usati al momento ti permette di formulare una strategia e usare gli strumenti creativi più innovativi per farti conoscere dal pubblico in poco tempo. Se vuoi invece sviluppare una community devi conoscere gli hashtag più di nicchia e particolari legati al tuo prodotto o al tuo target. In Italia più di 6 milioni di utenti stanno usando in questo momento Tik Tok…e capirai senza ulteriori spiegazioni che conoscere questo strumento potrebbe essere la soluzione vincente anche per il tuo personal branding.


MA QUANTO È DIFFICILE?

Tanto, si sono onesta, lo è. Non per creare contenuti, quello è anche molto diverte anche se per contenuti di qualità impiegherai moltissimo tempo, ma il problema è capire come avere certezze. A livello di struttura nessuno ancora sa come funzioni esattamente l’algoritmo di questo social e la verità è che sono convinta si basi su una specie di effetto domino. Qualsiasi video tu caricherai magari non necessariamente con un contenuto curato o studiato potrebbe diventare virale. Magari può risultare divertente o particolare per qualcuno e da lì venire rimbalzato nei feed di tutti coloro che hanno una affinità con quel contenuto creando una specie di “pacchetto visualizzazioni” impostato fino a che il rimbalzo non si esaurisca. Magari può diventare un #meme senza che tu lo sappia e arrivare a migliaia di visualizzazioni. Magari quello che dici o la musica che hai usato potrebbe essere usata da altri e di conseguenza rendere famoso il tuo contenuto. Quindi il tuo video potrebbe avere una sola visualizzazioni come anche più di 100.000 come è successo a me mentre sperimentavo.

Sicuramente imparare con il tempo a creare il giusto contenuto per la tua nicchia o usare i giusti hashtag come i giusti suoni possono rilevarsi soluzioni vincenti e in poco tempo vedrai lievitare i tuoi follower.



COME FACCIO A VENDERE O PUBBLICIZZARMI SU TIK TOK

Un contenuto per diventare #virale (che poi è quello che serve alle aziende o ai creator per ottenere un riscontro) deve avere delle caratteristiche molto precise. Ma ti invierò queste informazioni via mail se sei interessato, perché purtroppo questo articolo non può durare per sempre. Una cosa fondamentale però posso dirtela, che poi è quella su cui si basa tutto. Se quello di cui parli o vendi è adatto al pubblico di Tik Tok sei a cavallo. Se infatti i tuoi prodotti per esempio sono adatti ai giovani e ricoprono categorie di questo genere, come outfit, bellezza o benessere del corpo, food, travel, attrezzatura video o anche servizi come corsi o crescita personale sei sicuramente avvantaggiato. Poi starà a te o chi cura i tuoi social trovare la strategia e la migliore linea editoriale. Ma come tutto è possibile, può essere anche il contrario. Cerca di analizzare bene la tua attività perché non è detto che poi possa essere il social adatto davvero ai tuoi prodotti.

A meno che tu non sia #Taffo che punta tutto sulla viralità…pur essendo un’agenzia di pompe funebri!

Sappi in ogni caso che al momento per sponsorizzarsi su Tik Tok ci sono dei costi elevatissimi…adatti purtroppo solo ai grandi marchi e credo che questo sia un modo per tutelare la piattaforma e incentivare i creator ad avere rapporti con le aziende.



I video di Tik Tok hanno un effetto dipendente sulle persone. Cominci a vede un video e non ti rendi conto che è già passata un’ora. Scrollare i video e scoprire nuovi #creator per impostare il tuo palinsesto di intrattenimento giornaliero crea assuefazione. Se rientri in quelli che amano questo social per passare il tempo, sappi che altri stanno usando il tuo tempo per venderti qualcosa attraverso balletti, suoni e challenge.

Personalmente amo molto questo social e non credo che sarà un flop ma che sicuramente avrà grandi modifiche sempre più incentrate e dedicate ai brand che vogliono posizionarsi nelle brame di una generazione davvero particolare e iper stimolata.

Molti parlano di scarsa attenzione o di generazione senza cervello…ma lo dicevano anche dei Millenials e delle generazioni dei nostri genitori. Un circolo vizioso da rompere e una classe da difendere con la conoscenza. Se poi questa si diffonde su un social come questo tanto meglio.

Se vuoi approfondire l’argomento rimani connesso sui social del blog o contattami via mail per approfondimenti! Sarò lieta di aiutarti a capire!

Buona creazione a tutti!



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